Cosa dicesti prima della fine?
Carezze sferzan la pelle
Colpi di bassi timpani
Violini violentano l’aria
Per farsi cedevoli e corali
E poi ondeggianti
Muoversi a scatti
Gruppi sparsi di fiati
Mormorano di morti
Flagellati su pietre scarne
Scorre un torrente
Di falsi figuranti
La notte del giorno
Dove s’attende
L’ultima parola del prefetto
Perché scegliesti il silenzio?
Squilli tremano sulle corde
Rapidi passi su scale rotonde
Rombi e schiocchi
Lacci e crisalidi di note
S’apre tutta una radura
Più sentieri c’arrivano
Per dispari passi sciolti
È forse l’ultima invocazione
Di chi in vita t’amò e ti seguì?
Tenero suono trattenuto
Da lontano arriva come
Profeta che batte le campagne
A cercar seguaci tra i villani
Pastori pescatori riottosi
E pubblicani d’ogni sorta
Si compose la tua scorta
Dove sono ora che il fiume
Di flauti volge verso morbide anse?
Parola sarà emessa
Sarà grave giudizio
Di archi tremendi di clarini fasulli
O forse la tua luce s’aprirà
Sopra la valle di Giosafat?
Così pare ora che tutti i suoni
Si sono raggruppati
E assieme cantan la tua lode
La lode del creato
La pietra smossa t’accolse
Non più di due giorni fa
Tra lini e unguenti
Ti pianse la madre
Le madri e i figli tuoi
Quando invocasti il padre
Archi come lame
Archi come lapilli
Roboante coro
Tutto investe della tua gloria
Tu che racchiudi ogni creato
Creato d’ogni creato
Sostanza d’ogni sostanza
Coro tutte le tue carni raduna
Atomo per atomo le raggruppa
Sangue e sudore spargesti
Luce si fan fastosa
Ora non sei che qui
Sempre