Te ne stai in un canto a ordire
Sull’orlo di una parola di troppo
Rifiati nel cesello delle tue lungaggini
Dei tuoi raggiri, delle tue torsioni.
Sei quel grande cipresso che tutto
S’avvita nel giardino paterno
Senza comprendere se muove verso la luce
O cerca strada verso l’averno.