Il pellegrino sull’eremo
si torce, stravolto,
a fermare la cupa masnada
di avidi coralli
capelli di erinni
cadono in brandelli
Nei solchi della dura terra
crescono nere gramigne,
matrigne gelose,
si dividono le pendici,
ahi pellegrino pellegrino
salva il tuo eremo
cingilo di piante d’alloro
a memoria delle somme rime
forse che non rammenti,
impavido, la nota discesa
tra le anime dannate?
Guarda te ne prego
il grido del cardellino
non senti forse battere giĆ
la scura ruota della morte?