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Margherita, senza pegno

è dunque l’amor nostro

senza lacci e senza pause,

sineddoche impazzita

tracimante dai bordi d’un sussulto

-mai paga, mai vista-

I lacchè si danno il turno

alle tue soglie, labbra inquiete,

tu non donasti che a me

il colorito d’un amore virginale

seme di pane nel piatto