Colle mio che m’accogliesti
Per Stranieri anni disperati
Placido riposi tra i laghi,
I tuoi capelli sono
alti pini verdeggianti
Gli abitati ti cingono a tratti
Le case cercano luce come gemme
Paese, tutto rappreso sulla cima
Scruti le acque di lontano
Come vorrei tornare oggi
Nella grande casa di famiglia
Come rivivrei frizzi e lazzi
E amici e teneri amori
Oppure solo solcare con
Passo ramingo i tuoi
sparsi vicoli fino all’alta chiesa
o al vago bastione
Che troppi ragazzi vide cadere
Ho quindic’anni o poco più
Alle soglie dei quaranta
Mio Amabile picciol borgo
Ancor l’amor
Tutto mi rimescola
La padrona del mio cuor
Devo portare nel tuo petroso grembo
Lontana da queste anguste mura
Da questa città d’ornamenti
Da queste strade stese invano
Prendi allora la mia mano