Chino son sul tavolaccio
Le mani reggono la testa
Pesa come pietra
E pietra i miei pensieri
Non una speranza
Di volger verso l’alba
Un corpo che vuol notte
Oblio per tacitare
Il terribile rovello
Che scava e scava
E gira tutt’intorno
Un sabba di fantasmi
Di polvere vestiti
Maschere ululanti
Pitture nere in spasmi
S’avvicina un’ombra tenue
Prende lieve la mia mano
Oh muse non siate ingenue
Da voi mi vuol lontano