20

Fa di me ciò che vuoi

Disse all’uomo la natura

Svergognata e rancorosa

Giungerò con le acque

Bisbigliò non udita

Ancora non udita

19

Non sarà certo vano far sedere le persone

E chiuder loro gli occhi con docili parole

Forse che in ogni respiro

Non si cela l’ordito dell’universo?

18

Se al bisogno risponde un oggetto

Arido è il fine, vano il proposito

Se risponde la parola che sia essa veritiera

Come il segno che la porta

Se è la vita stessa che sia degna e vigile e retta

17

Vorrei adoperare le mani

Per creare cose

Per toccare la terra il legno il ferro.

Diverso qualcosa vorrei

Da tutte quelle notti passate

A mangiarmi le dita

A pensare d’esser poeta

16

Te ne stai in un canto a ordire

Sull’orlo di una parola di troppo

Rifiati nel cesello delle tue lungaggini

Dei tuoi raggiri, delle tue torsioni.

Sei quel grande cipresso che tutto

S’avvita nel giardino paterno

Senza comprendere se muove verso la luce

O cerca strada verso l’averno.