185

Sorridi te ne prego

la falce smaltata dei tuoi denti

l’agata umida dei tuoi occhi

inebriarsi di luce pallida

Dammi la mano ti chiedo

le dita di tenero alabastro

farfalle timide tra le mie

Finestre son le tue parole

che sussurri sul senso

più intimo delle cose

Gigante lo Zaratustra

masso tra altri massi

messi da raccogliere

Libri d’una viva biblioteca

La porti con te in un sol battito

184

Il pellegrino sull’eremo

si torce, stravolto,

a fermare la cupa masnada

di avidi coralli

capelli di erinni

cadono in brandelli

Nei solchi della dura terra

crescono nere gramigne,

matrigne gelose,

si dividono le pendici,

ahi pellegrino pellegrino

salva il tuo eremo

cingilo di piante d’alloro

a memoria delle somme rime

forse che non rammenti,

impavido, la nota discesa

tra le anime dannate?

Guarda te ne prego

il grido del cardellino

non senti forse battere già

la scura ruota della morte?

183

Lei vivo

Lei in me

Bozzoli

Fiele

Lei tace

Lei viva

Lei con me

Farfalle

Brucia l’erba

Lei è me

Resta lei

Neri spalti

Folgori

Chiavistelli serrati

Lei in catene

Lei non c’è

182

Sta tiepida la paglia

Nel fienile isolato

un pensiero che s’incaglia

toh l’ho già dimenticato

Il respiro della brina

pulsa fiocchi di vapori

Il vino sta in cantina

nel turbinare d’altri odori

Han ferito un bianco daino

stava solo nel muto bosco

l’ha ingannato un sospiro

Fioco resta un gemito di vita

nell’attesa dell’altrove

anima resisti a chi spenta t’addita

181

Sei oggi oggetti nella polvere

Avanzi nel piatto

Voglie notturne

Seni nascosti alla vista

Mani che tastano la terra

Sei oggi sembianza

Sei un pugno di ciliegie

Nella cenere